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FILARIOSI CARDIOPOLMONARE

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  • Data:19 February 2018 17:10
  • in Generale
  • Di veterinario
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Si avvicina la primavera a grandi passi e con essa diventa doveroso spendere qualche parola riguardo una patologia endemica del nostro territorio: la Filariosi cardiopolmonare. Per farlo è necessario parlare del suo vettore d’elezione: la zanzara; è infatti questo fastidioso insetto che, oltre a torturare con le sue punture gli abitanti del Polesine, è parte integrante del ciclo biologico del parassita Dirofilaria Immittis, il verme tondo responsabile della sindrome chiamata appunto filariosi cardiopolmonare.
Diverse specie di zanzara possono fungere da vettore alla malattia, compresa la zanzara tigre, specie importata che a differenza delle specie autoctone, punge anche di giorno e fa diversi pasti al giorno. Questi insetti pasteggiando su animali malati e contagianti (quindi con microfilarie o L1 in circolo), aspirando assieme al sangue anche le forme larvali del parassita che all’interno dell’insetto subiscono dei passaggi di stadio maturativo fino al raggiungimento della forma L3 che è quella infettante. Dopo questo periodo di maturazione che dura circa 2 settimane, la larva si posiziona nella proboscide della zanzara e al successivo pasto di sangue viene liberata nella cute dell’animale punto.
Nel cane il ciclo biologico del parassita continua e la larva, dopo circa un mese di permanenza nella cute dell’animale, penetra nei vasi sanguigni e va poi a localizzarsi nel cuore destro e nei grossi vasi polmonari dove matura e diviene adulta. Nel caso siano presenti più esemplari di sesso diverso può accoppiarsi e generare le larve L1 o microfilarie che circolano libere nel torrente circolatorio in attesa di essere "prelevate” dalla zanzara di turno.
Da ricordare che la Dirofilaria Immittis compie il ciclo biologico completo nel cane (e nel gatto) ma può infettare anche l’uomo come "ospite occasionale” dove però la larva rimane nella cute e determina manifestazioni cutanee localizzate.
L’enorme diffusione nel nostro tarritorio del vettore, la zanzara, e la localizzazione corporea già di per sé fanno capire quanto possa essere pericolosa questa parassitosi e perché sia così importante la prevenzione; questa diventa ancor più critica se si pensa che, in caso un cane contragga la malattia, la terapia medica più in uso per eliminare le filarie adulte dall’organismo è molto rischiosa e debilitante per il cane, nonché costosa. Esistono diversi protocolli terapeutici medici e chirurgici che vanno discussi approfonditamente con il veterinario poiché ognuno di essi ha un diverso rapporto rischio/beneficio ed il proprietario deve essere ben consapevole della scelta che va a compiere.
I sintomi possono variare in funzione al numero di vermi adulti nel cuore in relazione alle dimensioni del cuore stesso e in base ad altri fattori legati all’età dell’animale e del suo stato di salute ma vanno da una maggiore affaticabilità, alla tosse fino all’insufficienza cardiaca e alla morte. Anche il gatto può essere colpito, anche se più raramente rispetto al cane; nei felini, date le dimensioni ridotte, la patologia è quasi sempre mortale.
Per facilitare la diagnosi sono a disposizione del veterinario dei test rapidi da eseguire a seguito del sospetto clinico e della storia dell’animale che in tempi brevi ci danno un’indicazione sulla presenza o meno della patologia. La diagnosi è possibile anche osservando al microscopio il sangue del soggetto da testare: le microfilarie sono ben visibili se presenti.
Si evince che di certo la cosa migliore è proteggere il nostro amico a quattro zampe da questo parassita PRIMA che lo contragga! Esistono numerosi metodi di prevenzione: pastiglie masticabili da somministrare una volta al mese, fialette spot-on da applicare sulla cute, iniezioni che proteggono per l’intera stagione "a rischio”…Per sapere quale metodo sia il più indicato per il vostro cane o gatto consultateci prima della comparsa delle tanto odiate zanzare!!!

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